LA PESCA E LE SUE VIRTU'

La pesca è il frutto commestibile prodotto dal pesco (Prunus persica). Le pesche sono dei frutti carnosi, succosi e zuccherini, con una polpa dolcissima e profumata, che può essere bianca, gialla o rossa, e una buccia sottile vellutata, o liscia, che va dal colore giallo al rosso-carminio al salmone, e con un nocciolo duro, che può essere aderente (pesche duracine) o non aderente (spiccagnole) dalla polpa. Le foglie, i fiori e la mandorla del nocciolo contengono una sostanza chimica che libera acido cianidrico, pertanto non vanno mangiati.

Il Pesco è un originario della Cina, dove è considerato simbolo d'immortalità: dal lontano oriente, il pesco giunse al seguito delle carovane sino in Persia, da cui la pianta prende il nome poichè lì fu scoperta dai Romani che per questo la chiamarono prunus persica, in quanto la consideravano originaria di questo paese. Grazie ad Alessandro Magno, la pesca si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo ed arrivò a Roma nel I secolo dopo Cristo.

In Italia la maturazione della pesca avviene tra la prima e la seconda decade di maggio nelle zone meridionali, fino alla fine di settembre per le tipologie più tardive. In linea di massima le condizioni climatiche italiane e degli altri Paesi mediterranei sono ideali per la coltivazione del pesco che può sopportare limiti assai ampi, da minime invernali di anche -15 -18°C fino ad ambienti subtropicali dove il riposo invernale è alquanto limitato. Il caratteristico profumo della pesca è dovuto alla combinazione di più di 80 sostanze, più o meno volatili.

Ai fini dietetici è importante il basso valore energetico, solo 28 calorie/etto, per cui può essere inserita in qualunque regime nutrizionale. Una sola pesca contiene il 10%-12% di vitamina C rispetto al fabbisogno giornaliero del nostro organismo, e oltre alle vitamine A, B1, B2, PP, possiede proprietà nutritive ed energetiche. Svolge poi un’importante azione dissetante, diuretica, e blandamente lassativa, in quanto contribuisce a regolare le funzioni intestinali stimolando la secrezione dei succhi gastrici.

E’ inoltre particolarmente indicata per chi soffre di disturbi artritici e gottosi. Nella cosmesi, si utilizzano la polpa per la preparazione di creme, maschere rinfrescanti per il viso, oli da bagno e saponi, il succo per lozioni che attenuano le macchie cutanee. In generale la pesca ha sulla pelle un’azione idratante e addolcente, con un leggero effetto esfoliante. Per la pesca, frutto ricco di antiossidanti, sono anche attestati anche benefici effetti preventivi di disturbi cardiovascolari, dei tumori e del morbo di Alzheimer.

Non ultimo e importantissimo è l’uso della pesca in cucina: essa rappresenta un goloso frutto da assaporare direttamente, cruda ma anche cotta, o in abbinamento ad altri alimenti, utilizzata per squisiti dolci o, ancora, spezzata in conserve o trasformata in marmellate. Inoltre, per il suo gusto fresco e delicato, la pesca è l’ingrediente principe di famosissimi cocktail e drink, come ad esempio il conosciuto Bellini.

Uno dei modi tradizionali per gustare la pesca, nel nostro territorio Piceno, è di spezzettarla e abbinarla al famoso “vino cotto” marchigiano, il dolcissimo vino ottenuto con successive concentrazioni del mosto su fuoco vivo, e fatto poi fermentare fino a diventare il liquoroso nettare color dell’ambra. Una succosa pesca a pezzettoni affogata in un bicchiere di vino cotto era l’ideale, nelle calde giornate estive del contadino, per far fronte alla fatica durante i lavori più faticosi della campagna, e, per tutti, è un eccellente, fresco e leggero dessert nelle sere d’estate in cui si vuole festeggiare e stare in compagnia.

Per i più golosi, presenteremo in queste pagine alcune ricette ideate dai cuochi del territorio e basate sulla pesca che, grazie alla loro fantasia e perizia, diventa un estroso e gradevole ingrediente per squisite fantasie gastronomiche.