IL MARRONE DELLA LAGA E DEI SIBILLINI

Il paesaggio rurale del Piceno è fortemente caratterizzato dalla presenza del castagno. Grazie alla presenza di affioramenti di arenaria, che costituiscono il substrato ideale per la diffusione di questo albero, è possibile osservare, nelle zone alto-collinari, estesi boschi secolari di castagno, che fanno da cornice ad un variegato paesaggio ricco di natura e lungamente modellato dalle azioni agricole forestali della popolazione locale.

Il castagno ha rappresentato in passato una importante fonte di sostentamento per le popolazioni collinari e montane dei Sibillini e dei Monti della Laga, non a caso esso veniva considerato “l’albero del pane” e il suo sostanzioso frutto il “Pane dei poveri”. Arrosto, lesse o a “casciole” (sbucciate e lesse con aggiunta di foglie di alloro o rosmarino) le castagne spesso rappresentavano nelle fredde giornate autunnali l’unica pietanza dei frugali pasti dei contadini locali.

Lo spopolamento delle zone montane e la diffusione di gravi fitopatie, come il mal dell’inchiostro e il cancro della corteccia, ha reso sempre più difficile portare avanti la tradizionale coltura del castagneto da frutto. Malgrado ciò la crescente domanda di un turismo sempre più esigente, indirizzato verso luoghi ricchi di bellezza, ma anche di cultura e che sappiano offrire prodotti enogastronomici di qualità, sta portando il territorio montano in una nuova fase di crescita che deve essere seguita e supportata in ottica di sviluppo sostenibile.

Dall’idea di potenziare e valorizzare il castagneto da frutto nasce il progetto del Castagno, denominato per esteso “Valorizzazione dei castagneti da frutto”, che coinvolge gran parte del territorio dell’Appennino centrale attraverso i Gal presenti sul territorio. L’obiettivo generale è quello di condurre le tradizioni locali, le realtà agricole e le altre attività economiche localmente presenti, da patrimonio culturale e colturale a valore economico, quindi ad uno sviluppo della castanicoltura quale elemento strategico per la vitalità ed il mantenimento dei territori dell’Appennino.

In particolare una castanicoltura che migliora gli aspetti produttivi verso la qualità del prodotto e dell’offerta e che porti, anche attraverso gli aspetti organizzativi, al rafforzamento del reddito dell’impresa agricola, secondo i moderni concetti della multifunzionalità ed ad un’integrazione con le altre attività economiche e culturali.

Azioni comuni e singole dei Gal impegnati nel progetto sono volte in particolare a:

  • Migliorare la qualità nella produzione e nella redditività della coltura;
  • Potenziare la commercializzazione delle castagne;
  • Sviluppare la comunicazione volta ad aumentare l’informazione del prodotto in collegamento con il territorio;
  • Attivare una promozione territoriale e commerciale dei prodotti ed ambienti legati al castagno e incentivare la fruibilità del castagneto per fini turistici.